martedì 10 dicembre 2013

La vicenda della vendita dei palazzi di Ca' Foscari sta avendo anche una coda giudiziaria perché alcuni studenti sono stati indagati per interruzione di pubblico ufficio. L'interruzione sarebbe avvenuta durante l'ultimo Consiglio di amministrazione il 15 novembre in seguito alle richieste degli studenti di essere ricevuti mentre il consiglio si stava svolgendo.
Su questa vicenda molti docenti di Ca' Foscari hanno espresso la loro solidarietà agli studenti indagati.
Si riporta la lettera di solidarietà e le firme dei 138 docenti che l'hanno sottoscritta finora.
(Per firmare la petizione contro la #svendita degli #invendibili clicca qui)

Lettera di solidarietà dei docenti di Ca' Foscari agli studenti indagati
10 dicembre 2013 alle ore 19.08

“Noi sottoscritti docenti di questo Ateneo abbiamo appreso che lo studente Frank Maracchione, apprezzato rappresentante degli studenti nel Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa mediterranea e convinto sostenitore della libertà di espressione, si trova, insieme ad altri studenti, ad essere indagato a seguito dell'esposto contro ignoti inviato dal Rettore alla Procura per “interruzione di pubblico servizio” in occasione della protesta del 15 novembre scorso durante la seduta del Consiglio di Amministrazione. Nella storia più recente e meno recente di questo Ateneo non si è mai verificato, almeno a nostra memoria, un esito di questo tipo, anche dinanzi a interruzioni dei lavori del Senato (talvolta con invasione della sala da parte di gruppi di studenti desiderosi di far sentire le loro ragioni o di leggere un comunicato), per non parlare delle occupazioni del rettorato da parte di studenti e precari. Siamo convinti che educare al libero scambio di idee e allo spirito critico sia uno dei compiti fondativi dell’Università, e che la presenza della polizia non favorisca un clima di confronto sereno e proficuo fra le diverse componenti dell’Ateneo se il fine condiviso è di contribuire democraticamente alla sua crescita.”
Attilio Andreini
Vincenzo Arsillo
Massimiliano Bampi
Monica Banzato
Duccio Basosi
Stefano Beggiora
Giampiero Bellingieri
Alvise Benedetti
Luis Fernando Beneduzi
Paolo Biagi
Bruna Bianchi
Olivier Bivort
Frabrizio Borin
Marco Bortoluzzi
Chiara Branchini
Laura Brugé
Pietro Brunello
Marina Buzzoni
Alfredo Cadonna
Paolo Calvetti
Magda Campanini
Michele Cangiani
Margherita Cannavacciuolo
Patrizia Canton
Piero Capelli
Anna Cardinaletti
Rosa Caroli
Caterina Carpinato
Alessandro Casellato
Vanessa Castagna
Elti Cattaruzza
Renzo Cavalieri
Daniela Cesiri
Daniela Ciani
Guglielmo Cinque
Jeanne Clegg
Francesca Coin
Giancarlo Corò
Rino Cortiana
Vera Costantini
Alessandro Costantini
Simone Cristoforetti
Thomas Dahnhardt
Andrea De Benedittis
Laura De Giorgi
Barbara De Poli
Florencio Del Barrio De La Rosa
Rodolfo Delmonte
David Douglas Bryant
Gregory Dowling
Beatrix Ursula Faber
Marco Fazzini
Marco Fincardi
Francesca Fornari
Cristina Fossaluzza
Riccardo Fracasso
Antonella Ghersetti
Alessandra Giorgi
Santi Giorgianni
Giuliana Giusti
Francesco Grande
Flavio Gregori
Roland Hinterholzl
Loretta Innocenti
Matthias Kappler
Iliana Krapova
Fiorenzo Lafirenza
Andreina Lavagetto
Adam Noel Ledgeway
René Julio Lenarduzzi
Marco Li Calzi
Geraldine Ludbrook
Maria Lusiani
Emilia Magnanini
Marcella Mariotti
Alberto Masoero
Caterina Mazza
Daniela Meneghini
Emanuela Molinaroli
Elisabetta Molteni
Giuseppe Moretti
Nicola Munaro
Chiara Munerato
Carolina Negri
David John Newbold
Roberta Novielli
Fabrizio Panozzo
Peter Paschke
Federica Passi
Nicoletta Pesaro
Rolf Petri
Maria Pia Pedani
Andrea Pietropolli Charmet
Donatella Possamai
Paolo Puppa
Giuseppe Quartarone
Sabrina Rastelli
Maria Frances Rees
Susanna Regazzoni
Andrea Revelant
Patrizio Rigobon
Antonio Rigopoulos
Daniela Rizzi
Alessandra Rizzi
Roberto Roson
Michela Rusi
Marco Salati
Glauco Sanga
Stefania Sbarra
Alessandro Scarsella
Emma Sdegno
Graziano Serragiotto
Gaga Shurgaia
Marcella Simoni
Melit Sifaki Stavrou
Giorgio Strukul
Franca Tamisari
Gerardo Tocchini
Marco Tolotti
Cristina Tonghini
Luis Luque Toro
Laura Tosi
Antonio Trampus
Emanuela Trevisan Semi
Massimo Tria
Olga Tribulato
Giuseppina Turano
Maria Turchetto
Jan Van de Borg
Michela Vanon
Silvia Vesco
Giovanni Vian
Enrica Villari
Valeria Zanier
Pierantonio Zanotti
Ida Zilio Grandi
Riccardo Zipoli
Bruna Zolin



mercoledì 4 dicembre 2013

Il giardino di Ca' Bembo liberato


Per firmare la petizione contro la #svendita degli #invendibili clicca qui

Gli studenti di Ca' Foscari oggi hanno occupato il giardino di Ca' Bembo contro la #svendita degli #invendibili, cioè Ca' Bembo stessa e gli altri palazzi che il rettore Carraro, malgrado ormai abbia contro l'intera città (il consiglio comunale ha votato una mozione che rende l'alienazione sicuramente più difficile (Il testo originale della mozione sul sito del Comune), vuole a tutti i costi vendere.
Si può finalmente vedere il giardino che era misteriosamente chiuso per lavori che non era ben chiaro che origine avessero.
Oggi pomeriggio alle 16 ci sarà un'assemblea pubblica con le mamme della Renier - Michiel, la scuola elementare dei bambini che utilizzavano il giardino durante la ricreazione, prima che iniziasse la vicenda della #svendita. 
Se non potete venire all'assemblea firmate la petizione contro la #svendita: https://secure.avaaz.org/it/petition/CdA_Ca_Foscari_Salviamo_il_patrimonio_architettonico_e_culturale_di_Ca_Foscari/?pv=8




















domenica 1 dicembre 2013

Il consiglio comunale di Venezia all'unanimità contro la #svendita dei palazzi di Ca' Foscari


Per firmare la petizione contro la #svendita degli #invendibili clicca qui
Il Consiglio Comunale di Venezia ha approvato all'unanimità la mozione che viene riportata qui sotto. Per maggiori notizie sull'argomento si rimanda ai precedenti post del blog (L'affare del secoloLe stime degli immobili dell'affare del secoloNotizie sulla #svendita dei palazzi di Ca' Foscari)

Oggetto: ALIENAZIONI IMMOBILIARI DI CA’ FOSCARI SALVAGUARDIAMO LA RESIDENZA E UN USO NON TURISTICO DEI PALAZZI

Il Consiglio comunale di Venezia

considerata la diffusa preoccupazione manifestatasi in Città da parte di studenti, docenti, intellettuali e cittadini per le possibili conseguenze delle operazioni di dismissione immobiliare, annunciate da parte dell’Università degli Studi Ca’ Foscari, dei palazzi storici di Ca’ Cappello a San Polo e Ca’ Bembo a San Trovaso, della palazzina Cosulich alle Zattere e dell’edificio residenziale di calle dei Guardiani ai Carmini; e il rischio che tali immobili, una volta alienati, possano essere oggetto di operazioni puramente speculative con destinazioni a carattere ricettivo, alberghiero o comunque turistico;
nel rispetto della piena autonomia statutaria con cui le Istituzioni Accademiche, nel quadro delle vigenti norme giuridiche, organizzano la gestione del proprio patrimonio e l’attività didattica e di ricerca;

richiamati i molteplici positivi rapporti di collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Università degli Studi Ca’ Foscari, che hanno visto solo negli ultimi tre anni l’approvazione di importanti provvedimenti urbanistici finalizzati a favorire la riorganizzazione dell’edilizia accademica, la razionalizzazione dell’organizzazione delle sue sedi con un significativo miglioramento per l’offerta didattica e l’attività di ricerca e un ampliamento delle strutture a disposizione della residenzialità studentesca (da San Giobbe al polo di via Torino fino al provvedimento in itinere su Santa Marta);
rammentato il proprio ordine del giorno n. 206, approvato nella seduta dell’8 ottobre 2012, dove si registrava la disponibilità dell’Università a concedere in via definitiva l’utilizzo del giardino di Ca’ Bembo per le attività ricreative del confinante Istituto scolastico comprensivo “Dante Alighieri”;
premesso inoltre che nei diciotto appartamenti dell’immobile di calle dei Guardiani a Dorsoduro, per il quale l’Università ha già avviato procedure pubbliche di vendita all’asta con scadenza il 12 dicembre p.v., vivono attualmente dieci famiglie di residenti e un nucleo abitativo di studenti fuori sede; e che tale immobile è stato oggetto di atto di donazione – in data 1° agosto 1969 – all’Università Ca’ Foscari da parte del Comune di Venezia, con espresso vincolo “accettato dall’Università, di destinare le aree che risulteranno dalla demolizione dei fabbricati per proprie dirette esigenze didattiche e accademiche e con ogni onere relativo all’ottenimento del rilascio da parte degli inquilini od occupanti a qualsiasi titolo”;
S’IMPEGNA e IMPEGNA IL SINDACO E I COMPETENTI ASSESSORI
ad assumere ogni atto utile e necessario ad impedire che i citati immobili destinati alla vendita possano essere trasformati dall’attuale destinazione d’uso abitativo o per la didattica e la ricerca ad attività di carattere ricettivo, alberghiero o comunque turistico;
INVITA l’Università degli Studi “Ca’ Foscari” a sospendere le procedure di alienazione dell’immobile residenziale di calle dei Guardiani a Dorsoduro, fintantoché non siano state individuate, con onere a carico della stessa, soluzioni abitative alternative per le famiglie e gli studenti ivi domiciliati.

25 novembre 2013

Giuseppe Caccia

mercoledì 27 novembre 2013

Le stime degli immobili dell'affare del secolo

(Per firmare la petizione contro la #svendita degli #invendibili clicca qui)
Oggi pomeriggio s'è svolta l'assemblea dei dipartimenti di lingue di Ca' Foscari alla quale partecipavano tutte le componenti, cioè docenti, personale tecnico / amministrativo e studenti. In questa occasione sono state riportate da fonte ufficiale le cifre alle quali il Consiglio di amministrazione intende vendere i tre palazzi, Ca' Bembo, Ca' Cappello e palazzo Cosulich (vedi L'affare del secolo).
Ca' Bembo verrebbe venduta per circa 15 milioni di euro e palazzo Cosulich circa 12: sono cifre molto alte ma stiamo parlando di interi palazzi veneziani di grande pregio.
Quello che risulta del tutto impressionante è la valutazione relativa a Ca' Cappello: 6 milioni di euro circa. Questa è Ca' Cappello:

 
Visualizzazione ingrandita della mappa

Qui la si può vedere dall'alto:



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Il consiglio di amministrazione (?!?!) di Ca' Foscari intende vendere questo palazzo sul Canal Grande per 6 milioni di Euro circa (spero che siano almeno quasi 7). Non è uno scherzo: l'hanno detto e ripetuto più volte fra l'incredulità generale.
Ovviamente l'assemblea ha richiesto di bloccare l'operazione immobiliare del Rettore e del Consiglio di Amministrazione che, fra l'altro, presenta l'ulteriore aspetto irregolare di non essere mai passata dal voto del Senato accademico.
Allego una mappa dell'area di Venezia in cui ci sono i quattro immobili per chi volesse vedere dove sono e confrontarli.

martedì 19 novembre 2013

L'affare del secolo


(Per firmare la petizione contro la #svendita degli #invendibili clicca qui)

Ca' Bembo (info) è un palazzo storico veneziano in rio di San Trovaso, ed una sede dell'Università Ca' Foscari.


[La sede di Ca' Bembo su Google Maps] 
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Il palazzo ha un giardino molto grande, forse fra i più grandi per un palazzo veneziano.

In questo giardino giocavano i bambini della scuola elementare Renier - Michiel che, da quest'anno, non lo possono più fare. La scusa ufficiale sarebbe che nel giardino ci sono dei lavori in corso, ma molti sospettano,  - anche perché sono lavori fantasma: non si è mai visto nessuno, né ci sono i cartelli di inizio attività che si mettono in questi casi -, che siano una scusa per non spaventare, con la presenza di eventuali servitù, i compratori.

Ca' Cappello (info) è sempre un palazzo storico veneziano in cui hanno sede istituti di Ca' Foscari e si trova sul Canal Grande.



[La sede di Ca' Cappello su Google Maps]  
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Palazzo Cosulich (info), invece, seppur sede universitaria, non è un palazzo storico veneziano, ma, oltre ad essere piuttosto elegante, ha una terrazza che si affaccia sulle Zattere, essendo, appunto su quella riva.

[La sede di Palazzo Cosulich su Google Maps]
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Ca' Sagredo è invece un tipico palazzo sede di uffici, di recente costruzione, tra rio Novo e le calli che portano a piazzale Roma.


[La sede di Ca' Sagredo su Google Maps]
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E' stata chiamata la permuta del secolo, lo scambio che il consiglio di amministrazione dell'Università Ca' Foscari di Venezia sembrerebbe voler fare, tra i primi tre, che sono di sua proprietà, e l'ultimo, che invece appartiene a privati. Sì, avete letto bene: tre palazzi di pregio, di cui uno sul Canal Grande, un altro alle Zattere e il terzo “solo” sul rio di San Trovaso (chi conosce Venezia sa cos'è anche dal punto di vista turistico: c'è il più famoso squero ancora rimasto), in cambio di un anonimo palazzo per uffici vicino a piazzale Roma. Anche senza essere degli specialisti di mercato immobiliare chiunque, messo di fronte alla scelta fra le due possibilità penso che non avrebbe dubbi: valgono sicuramente molto di più i tre palazzi. Inoltre tre immobili di pregio possono essere venduti più facilmente in forma separata: si vendono a stock oggetti, mi si passi il termine da mediocre mediatore immobiliare, che abbiano uno scarso valore unitario e che aumentano valore proprio dall'essere messi assieme, ma qui avviene esattamente il contrario.
Interrogato su questo, il prof. Carlo Carraro, rettore di Ca' Foscari e sostenitore dell'affare del secolo - per quelli che compreranno i palazzi attualmente dell'Università -, ha detto che il valore degli immobili lo stabilisce l'Agenzia delle Entrate (Fonte: La Nuova Venezia): mi piacerebbe sapere se, dovendo vendere un immobile di sua proprietà, invece dei palazzi dell'Università, utilizzerebbe gli estimi catastali e non le leggi di mercato.
Forse uno scambio apparentemente così poco vantaggioso potrà ampliare enormemente lo spazio a disposizione dell'Università ed essere immediatamente disponibile? Lo stabile che l'università acquisirebbe, essendo stato una sede di uffici, deve essere completamente ristrutturato per poter sostituire le tre precedenti sedi con i costi conseguenti: si parla di circa 7 milioni di Euro (Fonte: La Nuova Venezia). Alla fine, secondo il Rettore, ci sarebbero 500 metri quadri in più, secondo altri, invece, lo spazio addirittura diminuirebbe.
In sintesi: si alienano tre palazzi di patrimonio pubblico, attualmente a disposizione dell'Università, e quindi della città, che verranno, come al solito, trasformati in alberghi, quindi non più a disposizione della comunità, facendo fare una affare al Fondo Risparmio Immobiliare Uno Energia, attuale proprietario dell'anonimo palazzo per uffici centro dello scambio, e in più dovendo sostenere ulteriori spese: uno scambio decisamente vantaggioso per l'università Ca' Foscari!
Un tale quadro farebbe pensare che più che l'interesse di Ca' Foscari, cioè del patrimonio pubblico, qui si stia curando l'interesse delle società proprietarie del palazzo ex-Enel: la solita banale storia di profitto privato a scapito del patrimonio pubblico, imbellettata da qualche scusa di razionalizzazione.

lunedì 21 maggio 2012

Se fossi stato Bersani


Questo post nasce da una interazione su Twitter a proposito dei risultati elettorali e della conferenza stampa di Bersani. Di fatto è per un solo lettore, speriamo che almeno lui lo legga :-)
Se fossi stato Bersani e avessi dovuto commentare i risultati dei ballottaggi avrei detto più o meno  questo, magari sorridendo e non ringhiando come ha fatto lui durante la conferenza stampa:
"Cari cittadini, come vedete dal mio grafico, abbiamo vinto in molti comuni, conquistandone anche parecchi che non avevamo prima. Questo ci dà una grande responsabilità perché ci rendiamo conto che nello sfarinamento del sistema dei partiti della seconda repubblica noi sembriamo tenere. Detto questo, però, non possiamo nasconderci dietro ad un dito.
La vittoria politica del Movimento 5 Stelle è un dato incontestabile e ci pone un serio problema di rinnovamento sia del nostro programma, sia dei nostri dirigenti: è evidente che se dei ragazzi alla prima esperienza politica riescono a vincere in una città importante come Parma e a ottenere risultati lusinghieri praticamente in tutti i comuni in cui si sono presentati, questo non può essere sottovalutato.
Il mio ruolo di segretario, adesso, sarà quello di traghettare il nostro partito verso il rinnovamento che, naturalmente avverrà anche attraverso le primarie, alle quali ovviamente non mi presenterò per permettere ad una nuova leva di dirigenti di emergere senza l'ostacolo che io e gli altri del gruppo dirigente storico del Pd forse rappresentiamo. Vorrei che questo potesse avvenire anche nel paese, nelle sezioni periferiche perché mi rendo conto che il rapporto che abbiamo con i cittadini si sta sfilacciando e adesso è venuto il momento di ricucirlo. So che non sarà facile, ma non siamo certo qui a pettinare le bambole."

Ecco questo mi sarebbe sembrato un ottimo inizio e avrebbe pure fatto il botto e forse avrebbe anche oscurato la vittoria di quelli che nel tuo partito continuano a chiamare "grillini".


É cominciata la terza repubblica?


Con le vittorie nei comuni di Parma, Comacchio e Mira il Movimento 5 Stelle ha raggiunto un ottimo risultato, forse addirittura al di là delle aspettative. Finalmente si potranno vedere all'opera, nel governo dei comuni conquistati, e si riuscirà a capire se sono una bolla di sapone oppure un reale cambiamento come molti, me compreso, sperano.
Per molti, sempre me compreso, risulta un po' strano l'atteggiamento di apparente trionfo dei dirigenti del PD che parlano di “vittorie storiche”. Ecco il testo di una notizia Ansa che riprende le dichiarazioni del sito del PD sui ballottaggi: «Il Pd e il centrosinistra ''hanno vinto ovunque''. Lo dice il responsabile Enti Locali Pd Davide Zoggia che parla di ''vittoria storica a Monza, a Como, oltre a Genova, Piacenza, Alessandria, Lucca'' pur ammettendo il vantaggio di Pizzarotti a Parma dove ''il centrodestra, dopo 15 anni di suo malgoverno ha appoggiato'' il grillino.” »
Il grafico di Bersani; 95 sono i comuni in cui ha vinto il PD
Oppure Stefano Di Traglia, responsabile Comunicazione: «Il Pd e il centrosinistra hanno vinto le elezioni amministrative 2012. Se avessimo vinto anche Parma, le avremmo stravinte. Ora prepariamoci a farlo in Italia, che il lavoro da fare sarà lungo e difficile». 
Bersani, sventolando un grafico a barre con fare aggressivo, afferma che la vittoria è stata del suo partito “senza se e senza ma” e così il quadro delle dichiarazioni di trionfo è completo.
A parte l'interessante, e rivelatrice, spia linguistica di quel “vincere Parma”, invece di “vincere a Parma” che rivela un'idea di appropriazione che fa venire un po' i brividi perché manifesta una concezione della politica molto lontana dall'idea di essere al servizio dei cittadini, sembra che la vittoria dei “grillini”, come dicono sprezzantemente in quegli ambienti, non ponga nessun problema di cambiamento generale per la politica e i partiti, e in primo luogo per il PD.
E questo problema è, a partire dalle elezioni amministrative dell'anno scorso a Milano e a Napoli e dai referendum sempre del 2011, quello della democrazia interna e del peso, nullo, che hanno le istanze dei cittadini all'interno dei partiti, PD compreso: che possibilità avrebbero avuto, i ragazzi del Movimento 5 Stelle se, invece di fare le loro liste, si fossero presentati nelle sedi locali del PD e avessero detto che avevano delle idee per le prossime elezioni amministrative? Nessuna, zero, al massimo sarebbero stati usati per portare voti.
Se i dirigenti del PD pensano veramente di avere vinto le elezioni e che questa sia la prova che non ci sia niente da cambiare, se si chiuderanno a riccio in una deriva burocratica e politicista, tutta alleanze con altri partiti e difesa dell'esistente, allora saranno destinati al tramonto: non c'è più Berlusconi, con il suo orrore, a fare loro da paradossale stampella. Se invece vogliono rimettersi completamente in discussione e lasciare finalmente spazio ai cittadini e ad una nuova classe dirigente e soprattutto ad un programma che non sia l'ennesima riproposizione del neoliberismo che è anche la base di questo governo, allora il fatto di non aver perso le elezioni amministrative del 2012 può essere una buona base di partenza per arrivare alla terza repubblica, che, se ci sarà, sarà la repubblica dei cittadini, non la repubblica dei partiti. 
Intanto auguri, soprattutto ai sindaci del Movimento 5 Stelle, perché, loro, forse, sono l'inizio del cambiamento.